Riflessioni col cosiddetto "senno di poi", detto anche "visione retrospettiva".
Partiamo già con l'invenzione della meccanica e dei meccanismi elettronici.
Cosa è un meccanismo? È un modo di far agire le cose in modi voluti grazie ai vincoli di funzionamento e nei macchinari proprio mediante i vincoli meccanici di funzionamento meccanico, quali un orologio meccanico o un orologio elettronico a meccanismi elettronici.
L'elettronica si serve di energie elettriche per compiere dei funzionamenti e compiere dei lavori mediante essi quindi. Esistono attualmente due grandi aree nell'elettronica: quella primordiale e quella comparsa dopo della digitalizzazione numerica e simbolica, detta con il nome di elettronica digitale, con la predominanza attuale della logica binaria o "Booleana" lanciata da George Boole e tutt'ora utile.
Le energie elettriche scorrono in appositi percorsi detti circuiti, con movimenti dal potenziale maggiore al potenziale minore. Un po' come delle cascate d'acqua, anche con cascatelle. Anche come sorgenti, fiumi e diramazioni e infine il raggiungimento stazionario di un lago, mare, oceano. E questo però a ciclo perdurante: la natura vuole sia continuo e ciclico. Un circuito chiuso elettrico ha anche la sua ciclicità e cicli chiusi, dove il chiuso scorre e l'aperto interrompe e non scorre, mancando il tramite "non-chiudente" tale circolarità di circuito. Anche qui la dinamica si ripete e persiste e si rinnova, ad esempio fornendo energia con batterie cariche, accumulata e dissipata poi nel lavoro compiuto dal macchinario.
Perché abbiamo quasi bisogno dei macchinari? Abbiamo scoperto come delegare dei lavori ad altre macchine (anche non umani: in quanto organismi siamo pure macchine, ma macchine a funzionamenti e vincoli cellulari e biologici). E delegando ci si sente liberati dalle incombenze e si riescono a fare più cose, avendo una vita più "ricca" quindi (se tutto va bene tra i requisiti affinché ciò avvenga).
Cosa fa un tipico macchinario elettronico digitale binario e Booleano? Contiene nella sua composizione a componenti sia componenti di ricezione di informazioni (sensori a imitazione dei sensi animali) che di emissione di informazioni affinché altri ne fruiscano. A volte c'è anche un lavoro meccanico, come per i robot industriali: macchinari collocati nelle industrie per svolgere lavori meccanici ad essi delegati e affidati.
Con internet i flussi di informazioni sono ampiamente interconnessi su una possibile scala planetaria addirittura.
Abbiamo quindi meccanismi di informazione e azione: azionati e azionanti, ricevitori di informazioni ed emettitori di informazioni ad uso di altri ricevitori — sia umani che altro. Anche un computer può essere un ricevitore di un altro computer, cosa tipicamente nominata "trasmissione di informazioni". Le reti di vario genere fondano la possibilità concreta di varie possibili trasmissioni di informazioni.
Cosa sono le informazioni? Per un macchinario elettronico sono situazioni circuitali, configurazioni di stati mnemonici di memorie elettroniche elettricamente "pilotabili" (scritture in esse e lettura di esse), di sensori percepenti l'ambiente, ad esempio le temperature. I sensori possono anch'essi essere digitali (e simbolici quindi), registrando una variazione in termini di cifre binarie dette bits (binary digits). Cifre numeriche e numeri: sia come sensori che come elaborazioni e memorie, che trasmissioni e attuazione meccanica e uscita detta output verso riceventi quali esseri biologici e macchinari elettronici capaci di essere riceventi.
L'elaborazione di informazioni (in modo totalmente automatico o parzialmente automatico) è la parte attualmente più evoluta, sensibile e impegnativa, ma anche pregevole e interessante perché vantaggiosa, riuscendo a trarne dei vantaggi avendone costruite concrete possibilità di usi vantaggiosi.
È stata chiamata "elaborazione" perché prendendo in sé, internamente ovvero in input delle informazioni — quali ad esempio misurazioni di echi acustici — può sintetizzare cose come in una eco-grafia: una visione grafica e visiva di echi usati a sondare qualcosa di fisico che risponda con echi acustici (anche non udibili da ordinari umani), producendo una sintesi visiva di una forma solida (che ha fatto eco) e da questi produrre un solido osservabile da più angolazioni, distanze e con zoom in o zoom out.
L'elaborazione moderna permette anche di delegare persino ipotesi di diagnosi al mezzo tecnico avente una cosiddetta intelligenza artificiale, nota come apprendimento automatico (machine learning), apprendimento che ne ha prodotto le capacità.
Ad esempio, avendo una serie di configurazioni di varie situazioni, intelligentemente catalogarle e classificarle fino a costituire un utile supporto alla diagnosi, come catalogazione di fenomeni e catalogazione di situazioni e di realtà tutte, possibilmente anche varie.